Salute e benessere a Scuola
La frequenza all’interno di una comunità scolastica comporta la riconosciuta maggiore probabilità di contrarre malattie infettive. Per garantire a bambini, ragazzi, genitori e personale scolastico il massimo benessere, è fondamentale che vengano rispettate alcune importanti norme sanitarie, al fine di garantire sia il contenimento della diffusione di alcune malattie sia una migliore qualità della vita all’interno della collettività scolastica.
MISURE DI PREVENZIONE DELLE MALATTIE INFETTIVE NELLE COLLETTIVITÀ SCOLASTICHE
Le malattie infettive costituiscono da sempre uno dei principali problemi di Sanità Pubblica: i più colpiti sono i bambini.
Le più recenti acquisizioni hanno evidenziato come la prevenzione di molte infezioni si debba fondare non solo sulle misure di controllo dei casi, ma anche sull’adozione routinaria di corretti comportamenti individuali e collettivi indipendentemente dall’insorgenza di casi di malattia.
Le principali misure di prevenzione e contenimento della trasmissione di infezioni comprendono:
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igiene delle mani;
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igiene respiratoria;
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igiene dell’abbigliamento;
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igiene degli alimenti.
SOMMINISTRAZIONE DI FARMACI A SCUOLA
Per il minore che necessita di assumere farmaci durante l’orario scolastico, perché affetto da malattia cronica, la famiglia deve presentare alla Pediatra di Comunità dell’Ausl uno specifico certificato del pediatra di fiducia o del medico di famiglia dell’alunno, con i farmaci da assumere e le relative modalità di somministrazione.
La Pediatra di comunità valuta la situazione, esprime il proprio parere alla Dirigenza scolastica e informa il personale della Scuola sulle modalità di somministrazione dei farmaci, anche qualora debbano essere assunti al bisogno.
ALLONTANAMENTO DEL MINORE DALLA COLLETTIVITÀ SCOLASTICA
Il benessere del singolo bambino e dell’intera collettività può essere assicurato dall’osservanza di alcune misure di prevenzione che non consentono la frequenza scolastica in presenza di specifiche condizioni.
Il rispetto di queste misure rappresenta un importante strumento di tutela della salute dei propri figli e per questo deve realizzarsi in un’ottica di collaborazione Scuola – famiglie.
I bambini non dovranno accedere ai servizi educativi nel caso presentino sintomi o segni sospetti di malattia contagiosa. È responsabilità del genitore rilevare l’assenza di sintomi/segni clinici prima che il bambino acceda a Scuola.
È importante sottolineare che l’insegnante, qualora ravvisi in un alunno situazioni che possano compromettere la salute sia individuale che collettiva, deve darne comunicazione al Dirigente scolastico e si provvederà ad allontanare il bambino da scuola (DPR n. 1518/67 art. 40), contattando telefonicamente i genitori/tutore legale per informarli e per richiedere il ritiro tempestivo.
Fra i sintomi o segni sospetti di malattia contagiosa figurano:
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febbre
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tosse persistente con difficoltà respiratoria
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diarrea
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vomito
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malessere generale, apatia o sonnolenza inusuali e tutte le condizioni che compromettono in modo significativo lo stato di salute del bambino impedendogli di partecipare adeguatamente alle attività di gruppo.
Dopo il ritiro, per la valutazione clinica del caso, i genitori sono invitati a contattare il pediatra di libera scelta per definire la diagnosi ed il periodo di assenza necessario per la cura, rispettando le misure contumaciali per malattie infettive previste dalla normativa vigente.
In particolare, per quanto riguarda ossiuri (vermi), pediculosi (pidocchi), zanzare e zecche, si invitano le famiglie a consultare tale documento o a cliccare il seguente link.
RIAMMISSIONE DEL MINORE NELLA COLLETTIVITÀ SCOLASTICA
Per il rientro a Scuola, la legge regionale 16 luglio 2015 n. 9 art. 36 sulla semplificazione delle certificazioni sanitarie in materia di tutela della salute in ambito scolastico, ha di fatto abolito i certificati di riammissione scolastica.
La stessa nota regionale sottolinea la necessità che i genitori si attengano alle indicazioni fornite dal medico curante (periodi di allontanamento, terapia) e assicurino la piena guarigione del bambino prima del rientro a scuola.
Riprendere la frequenza del bambino non ancora guarito significa esporlo al rischio di ammalarsi nuovamente o di complicanze della malattia.
Rispettare i tempi di convalescenza e assicurare la completa guarigione prima della ripresa della frequenza rappresentano per ogni genitore misure importanti da rispettare per tutelare la salute del proprio bambino. Queste misure limiteranno anche il rischio di trasmissione delle infezioni ad altri bambini, contribuendo ad assicurare il benessere dell’intera collettività.
Il rispetto di queste norme deve pertanto realizzarsi in un’ottica di massima collaborazione e fiducia tra le famiglie e la Scuola.
E’ bene ricordare che per alcune malattie infettive contagiose è previsto l’allontanamento dalla collettività da parte del Servizio Igiene e Sanità Pubblica e la successiva riammissione. Ricordiamo che tutte le informazioni approfondite sono disponibili e consultabili nel documento
“INDICAZIONI SANITARIE PER LA SCUOLA Anno scolastico 2026-2027”





